allenarchitettura - togliere   QUASI NIENTE è la filosofia di questo progetto: smaterializzare, togliere, semplificare, alleggerire. Gli edifici esistenti sono svuotati di tutte le partizioni interne, dei vincoli impiantistici e di larga parte dei pannelli cementizi di rivestimento esterno. Gli spazi così liberati sono aperti verso l’interno e verso l’esterno e possono essere costantemente modificati e aggiornati con semplicità anche attraverso processi di partecipazione che coinvolgano gli addetti. Un ambiente flessibile, pieno di luce ma anche di silenzio e ombra dove serve, che favorisce incontri inaspettati, scambio di informazioni tra le persone, nascita di idee, creatività.

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QUASI NIENTE è la filosofia di questo progetto: smaterializzare, togliere, semplificare, alleggerire. Gli edifici esistenti sono svuotati di tutte le partizioni interne, dei vincoli impiantistici e di larga parte dei pannelli cementizi di rivestimento esterno. Gli spazi così liberati sono aperti verso l’interno e verso l’esterno e possono essere costantemente modificati e aggiornati con semplicità anche attraverso processi di partecipazione che coinvolgano gli addetti. Un ambiente flessibile, pieno di luce ma anche di silenzio e ombra dove serve, che favorisce incontri inaspettati, scambio di informazioni tra le persone, nascita di idee, creatività.

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allenarchitettura - Restituire biodiversità _ La volontà del progetto è di costruire una continuità organica tra architettura e natura. Un tempo questo luogo come gran parte della regione era ricoperto di foreste. Oggi a Treviglio pochi metri quadri di bosco sono considerati una reliquia da proteggere. Siamo arrivati a un punto di non ritorno di un consumo di suolo insostenibile. La consapevolezza della drammaticità del problema ambientale planetario impone ad ogni nuovo progetto edilizio il dovere di restituire biodiversità a un territorio impoverito da un’attività umana distruttiva dove la vita vegetale e animale è sempre più residuale con una drammatica moria di specie. Pensiamo quindi il progetto dello spazio aperto non come disegno di un parco decorativo ad abbellimento della architettura ma come una concreta iniezione di biodiversità in grado di riportare vita dove ora c’è cemento in una auspicabile costruzione di corridoi ecologici diffusi
Restituire biodiversità _ La volontà del progetto è di costruire una continuità organica tra architettura e natura. Un tempo questo luogo come gran parte della regione era ricoperto di foreste. Oggi a Treviglio pochi metri quadri di bosco sono considerati una reliquia da proteggere. Siamo arrivati a un punto di non ritorno di un consumo di suolo insostenibile. La consapevolezza della drammaticità del problema ambientale planetario impone ad ogni nuovo progetto edilizio il dovere di restituire biodiversità a un territorio impoverito da un’attività umana distruttiva dove la vita vegetale e animale è sempre più residuale con una drammatica moria di specie. Pensiamo quindi il progetto dello spazio aperto non come disegno di un parco decorativo ad abbellimento della architettura ma come una concreta iniezione di biodiversità in grado di riportare vita dove ora c’è cemento in una auspicabile costruzione di corridoi ecologici diffusi
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